Manutenzione piattaforma del Mercato Elettronico

Acquisti in Rete: in arrivo il "blackout" che azzera le bozze ANAC

In arrivo un doppio blocco per manutenzione straordinaria sul sistema di e-Procurement: vietato lasciare pratiche a metà, pena la perdita definitiva dei dati inseriti.


C'è una scadenza che gli addetti ai lavori del Public Procurement devono assolutamente segnare in rosso sul calendario: mercoledì 30 settembre 2026, ore 13:00. Entro questo termine, chiunque abbia lasciato delle pratiche a metà sul portale Acquisti in Rete PA farà bene a completarle e inviarle, per non veder sfumare ore di lavoro.

Il portale ha infatti annunciato un imminente doppio intervento di manutenzione straordinaria, necessario per allineare la piattaforma agli aggiornamenti della Piattaforma dei Contratti Pubblici (PCP) di ANAC. Ma se i disservizi temporanei sono un classico male necessario, questa volta c'è un'insidia in più: la pulizia forzata delle bozze.

Allarme bozze: cosa verrà cancellato

Per permettere l'aggiornamento dei sistemi, tutte le Schede ANAC specifiche compilate ma non ancora inviate (rimaste quindi nello stato di "bozza") verranno irrimediabilmente eliminate dal sistema a partire dalle ore 13.00 del 30 settembre.

L'intervento colpirà nel dettaglio le seguenti schede:

- RSU1 e ID

- AD2_25, AD2_26, AD2_27, AD2_28

- tutte le schede che prevedono la compilazione dell’eForm.

Il consiglio per i RUP e gli operatori è uno solo: chiudere e trasmettere le procedure pendenti prima di mercoledì all'ora di pranzo.

Il calendario dei disservizi

Oltre al "pericolo bozze", gli utenti dovranno fare i conti con l'indisponibilità temporanea della piattaforma Acquisti in Rete e del Servizio Verifica Inadempimenti. Il portale andrà offline in due finestre distinte:

Mercoledì 30 settembre: dalle ore 13:00 alle ore 18:00 (intervento di allineamento ANAC).

Nel weekend: dalle ore 20:00 di venerdì 2 ottobre fino alle ore 20:00 di domenica 4 ottobre.

Un mercoledì pomeriggio e un fine settimana di "blackout" che richiedono, da parte di amministrazioni e imprese, una rigorosa riprogrammazione delle proprie attività negoziali. L'imperativo, mai come in questi giorni, è giocare d'anticipo.