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Consip lancia la prima sfida da 58 milioni per l’edilizia del futuro: il "Gemello Digitale" entra nella PA

Al via la maxi-gara per i servizi BIM: una rivoluzione digitale che trasforma la progettazione pubblica tra efficienza, risparmio e innovazione tecnologica


La Pubblica Amministrazione italiana volta pagina e punta sulla digitalizzazione estrema. Consip ha ufficialmente pubblicato la prima gara per servizi professionali in ambito BIM (Building Information Modelling), mettendo sul piatto un valore complessivo di 58 milioni di euro. Non si tratta solo di un bando, ma di un vero e proprio cambio di paradigma per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura.

Cos’è il BIM e perché cambierà tutto

Dimenticate i vecchi progetti cartacei. Il cuore di questa iniziativa è il cosiddetto “gemello digitale”: una rappresentazione 3D dell’opera arricchita da dati tecnici, economici e gestionali. Grazie a questa tecnologia, le amministrazioni potranno monitorare l’intero ciclo di vita di un edificio, riducendo drasticamente il rischio di errori e ritardi, contenendo i costi e migliorando la gestione nel tempo.

Un supporto concreto per i professionisti (e per la legge)

L’iniziativa non arriva a caso. Dal 1° gennaio 2025, l’adozione dei metodi digitali sarà un obbligo normativo per la maggior parte degli interventi pubblici (nuove opere sopra i 2 milioni di euro e interventi su edifici vincolati).

Per aiutare i Responsabili Unici del Procedimento (RUP) a navigare in questa transizione, la gara metterà a disposizione figure specializzate come il BIM Manager e il BIM Coordinator. Come sottolineato dall’AD di Consip, Marco Reggiani, l'obiettivo è accompagnare le amministrazioni "dalla progettazione fino al collaudo", garantendo un supporto tecnico di alto livello lungo tutte le fasi dell’intervento.

I dettagli della gara

Lo strumento scelto è un Accordo Quadro della durata di 24 mesi, suddiviso in 11 lotti geografici per garantire una copertura capillare su tutto il territorio nazionale. Questa struttura è pensata per favorire la massima partecipazione degli operatori economici e rispondere in modo flessibile ai fabbisogni delle singole amministrazioni locali.

I professionisti e le società di ingegneria hanno tempo fino al 15 luglio 2026 per presentare le loro offerte e diventare protagonisti di questa trasformazione digitale che promette di rendere le opere pubbliche italiane più moderne, trasparenti e sostenibili.